Le belle addormentate del pdl

Le donne del Pdl sono talvolta imbarazzanti soprattutto per le donne italiane. Belle sono belle non c’è che dire, e sempre molto curate: un po’ Alice nel Paese delle Meraviglie come la ministra dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, che vive nel mondo fiabesco del nucleare pulito convinta che produca solo vapore acqueo e dimentica le scorie radioattive; a volte sono un po’ Crudelia de Mon come il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Daniela Santanché, sempre agguerrita contro i nemici del capo, e che ultimamente è utilizzata da alcune mie amiche per far paura ai figli che fanno i capricci. “A letto e senza storie sennò chiamo la Santanché”.
Nelle ultime due puntate di Ballarò abbiamo visto due Belle Addormentate.  Lo scorso 19 aprile, Maria Stella Gelmini è rimasta attonita quando è stata messa a conoscenza finalmente da Enrico Letta di nuovi tagli alla scuola nei prossimi tre anni; Maria Stella annegando nel suo stupore se ne è uscita dicendo che non erano tagli ma “minori spese” perché altrimenti Tremonti “glielo avrebbe detto”. Probabilmente il ministro del l’Economia aveva dato per scontato che la ministra alla Pubblica Istruzione sapesse anche grazie alle doti intuitive del genere femminile, che minori spese equivalgono a tagli.

Ieri sera invece l’esordiente ospite di Ballarò, Barbara Saltamartini, deputata del Pdl, e coordinatrice nazionale donne del Pdl ha dichiarato perentoria che l’Opa della francese Lactalis sulla Parmalat era stata bloccata. E’ stato Massimo Giannini, giornalista di Repubblica, a risvegliarla, seppur non con un bacio, alla realtà che l’Opa non era stata affatto bloccata, anzi. Lo ha fatto con molto garbo e come qualunque principe azzurro che si rispetti e che risvegli la bella addormentata di turno.

La cosa triste è che queste streghette o fatine che si cimentano con la politica animate ed equipaggiate solo dalla loro ambizione, reclamano a sproposito di essere trattate con rispetto in quanto donne. Lo ha fatto anche la Saltamartini ieri sera a Ballarò ricordando che era l’unica donna e che voleva parlare. Ecco stessero zitte ed evitassero di ricordare che sono donne: sono nocive per la categoria. Si limitino a vivere la favola di essere arrivate, con quelle capacità, ad essere deputate, senatrici, ministre o sottosegretarie ma ci risparmino le rivendicazioni di sapore femminista. Il femminismo è un argomento serio per donne che vivono nella  realtà, spesso dura, sempre più misera e angosciosa, non nella fiaba del berlusconismo.

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