Ofelia e Dominique: una storia priva di un eroe e di una eroina?

Proseguono rivelazioni e sviluppi sulla affaire Strauss Kahn. Le ultime notizie della cronaca rivelano che Ofelia, ovvero Nafissatu Diallo,  fosse una prostituta d’albergo, (come se una prostituta non potesse essere stuprata), ma questo avvalorerebbe  la tesi del complotto internazionale.

Fino all’altro ieri la vittima era lei, in procinto di diventare l’eroina del riscatto per tutte le poveracce, le immigrate e le serve sconosciute della terra destinate ad una vita di fatiche e umiliazioni, e magari con il solito bagaglio di molestie o violenze sessuali da parte di padroni o datori di lavoro. Fino all’altro ieri, Ofelia era anche la coccolata vittima di una cultura patriarcale che esprime il potere sulle donne anche con la sessualità.

Oggi la vittima è lui, i sostenitori della tesi del complotto, lo descrivono come un uomo tutto d’un pezzo, semmai col difetto di essere un vivace donnaiolo, una vittima su cui riversare calunnie perché stava portando cambiamenti significativi nel sistema economico internazionale, martirizzato e messo alla gogna grazie anche alla manipolazione di una opinione pubblica in una società matriarcale sessuofobica.

E in questa altalena di destini, in questo singolare scambio simmetrico di ruoli prima di vittima e poi di carnefice, dove si nasconde la verità?
Come li racconta oggi la cronaca e come si divide su questa vicenda l’opinione pubblica? Ofelia nella parabola discendente a cui era predestinata per il suo destino asimmetrico rispetto a quello di Strauss Kahn, è degradata da madre single, fervente religiosa, vittima di stupro a bugiarda profittatrice e meretrice d’albergo. Dominique nella parabola ascendente che il destino gli favoriva, per censo e denaro, è stato sollevato anche  di tutte le voci delle molestie che circolavano sul suo conto, improvvisamente archiviate: nessuna molestia solo esuberanza virile socialista.  E da prevaricatore sessuale, è stato nobilitato a novello di Robin Hood, principe  senza macchia dei disoccupati del mondo, e martire del sistema finanziario mondiale e dei poteri occulti. Uno che se da una parte voleva aiutare  con una nuova politica del Fmi, i diseredati del mondo, nel suo privato, almeno una di quei diseredati,  se l’è voluta fottere per qualche  dollaro. Imparerà la lezione?

E comunque sia andata,  forse questa è una storia priva di martiri, senza una eroina e senza un eroe. Forse è solo una storia che ci parla di meschinità e di miserie umane.

Sono sempre più portata a pensare che molto spesso i complotti più feroci gli esseri umani se li ordiscono da soli, e spesso lasciano che sia il loro inconscio, le loro pulsioni, i loro corpi, la loro mancanza di coscienza e sentimenti a tradire e sabotare le loro vite. E c’è sempre qualcuno dall’esterno che trae vantaggio dagli errori altrui. Soprattutto se a commetterli è uno tra gli uomini più potenti della terra che stava  attuando un cambiamento di rotta significativo nel Fondo monetario internazionale. 

In quella stanza d’albergo, il 14 maggio, non c’è stato forse  nemmeno un complotto ordito a livello internazionale. Insieme ad a Ofelia e Dominique potrebbero essersi incontrate disperazione e arroganza, indifferenza, invidia e rabbia. Una richiesta di una prestazione sessuale così per rilassarsi un po’ dopo una doccia, con la stessa disinvoltura con cui si può chiedere di rifare il letto o stirare una camicia: una serva è una serva e se è pure una prostituta è per questo che deve essere utilizzata. Da questo punto di vista le obiezioni meschine, sulle scarsa avvenenza delle cameriere, le intoccabili, come le ha definite un giornalista italiano, non hanno alcun senso; chi ha la disinvoltura di comprare prestazioni sessuali, se l’urgenza del bisogno preme, non perde troppo tempo a guardare in faccia l’interlocutrice. Bocca, seno, natiche, purché si presti. E nemmeno passa per l’anticamera del cervello che il proprio corpo possa suscitare in quell’altro corpo, indifferenza o disgusto; o che il corpo dell’altro o dell’altra, possa essere pieno di angoscia, o disperazione o rabbia, voglia di rivincita e riscatto. E che importanza ha? Tanto il denaro sistema tutto. Lava via offese e umiliazioni, sensi di colpa e scrupoli.  Forse, una volta tanto, Ofelia cinicamente e senza il suggerimento di nessuno, ha pensato di dare a sé stessa molto più del valore che il Dominique di turno, le aveva attribuito.

Una cosa è certa, se la vicenda sarà archiviata, Strauss Kahn sarà accolto e coccolato al suo rientro in Francia, e non c’è da stupirsi se ha già dichiarato che pensa di candidarsi all’Eliseo. Il nazionalismo francese offeso, potrebbe, chissà,  fargli avere una valanga di voti. E questa esperienza gli avrà insegnato se non altro, una maggiore prudenza.

Quanto ad Ofelia, e a chi vive a ai margini o nella miseria, ai disperati e alle disperate del mondo, toccherà restare nell’ombra e continuare a vivere nelle difficoltà, e scegliere di accontentarsi di qualche banconota o tenersi stretta con le unghie e con i denti la loro dignità. Fino a quando gli è possibile.

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