Razzismo e classismo: il treno Italia viaggia sugli stessi binari di Trenitalia

Trenitalia ha innovato. Sul Freccia rossa si viaggerà in maniera differente. L’azienda ha abolito la divisione di viaggiatori in classe prima e seconda. I diversi modi di viaggiare si chiamano standard, premium , buisness ed executive, promossi nel sito dell’azienda con tanto di foto di interni e viaggiatori. 

Nella prima, la standard, la più economica, il ritratto di una famiglia: mamma, papà, e bambino “negri”; nella executive e premium, solo viaggiatori bianchi rigorosamente in giacca e cravatta. Nella pubblicità, i  non ariani non viaggiano in premium, executive e business. Sul web ci si sta già muovendo per segnalare la pubblicità allo Iap (Istituto di autoregolamentazione pubblicitaria) per il razzismo nel messaggio.

Ma le innovazioni non sono finite: chi viaggerà col biglietto standard non potrà accedere nemmeno di passaggio ai vagoni business, executive, e premium, né al vagone con bar ristorante per prendere un caffè (casomai ti venisse la voglia di sgranchirti le gambe fino al bar ). Perché i vagoni dei viaggiatori standard saranno bloccati. Carrellini appositi per i viaggiatori standard con generi di conforto ma niente caffè o bevande al bar dei business, executive e premium.

Non vi pare che la nuova pubblicità del Freccia rossa di Trenitalia, sia la metafora dell’Italia? Il rinnovamento della società verso cui ci stiamo muovendo con la stessa qualità con cui si muove un freccia rossa: la velocità. Solo che  questa rinnovata velocità di trasformazione sta prendendo il ritmo del  lento conservatorismo della società italiana dell’epoca dei treni a carbone. Non si chiama più razzismo o classismo ma si tratta solo del differente pacchetto di viaggio che ti ha dato la vita e ognuno deve ben stare al suo posto: se sei standard non passi, lo garantiscono i vagoni bloccati  e non solo quelli.

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2 pensieri riguardo “Razzismo e classismo: il treno Italia viaggia sugli stessi binari di Trenitalia

  1. Non sapevo dell’esistenza di questa novità Italiana.Digitando su google Treno e razzismo sono giunto a questo blog dove ho trovato materiale extra per un eventuale post.La mia idea è di partire da Ghandi buttato giù dal treno e tante storie che ho in mente raccolte qua e là.La cosa misteriosa è il luogo (perché il treno?) dove si esternano i disagi che diventano semplicemente odio verso l’altro.Il problema è che “i nostri clienti executive non vogliono vedere i negroni”. Perché solo in treno scopriamo chi siamo? Eppure ci sarà chi finge…paga un prezzo che non può permettersi per stare nella classe mondana.Forse è questo il mistero.Per il tempo di un viaggio si può vivere come un V.I.P e poi all’arrivo c’è l’acquario( la metropolitana.).

  2. Mi sembrano interessanti le tue osservazioni…i posti..ognuno al proprio posto, in questo calderone di società in continuo cambiamento esalano olezzi e tanfi antichi….

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