Femminicidio, se l’uomo uccide è colpa della donna

      

Dal  Fatto quotidiano del 24 luglio 2012

Come far durare un matrimonio in eterno? Come separarsi? A Cominciamo bene (Rai Tre) lunedì mattina, durante una leggera conversazione salottiera si è parlato di matrimoni, separazioni e durata dell’amore.

Dopo una sequenza del film L’amore dura tre anni è cominciato uno scambio di opinioni scandite al ritmo di dati statistici sui divorzi e separazioni e commenti ironici o più o meno seri, sui perché un amore finisce. In Italia si resta in media sposati quindici anni, ma non dovrebbe essere per tutta la vita?

In studio erano ospiti Simona Marchini, Francesca Reggiani, Sveva Belviso, vicesindaco di Roma, Jacopo Fo e l’avvocato matrimonialista, Gian Ettore Gassani.

Simona Marchini, divorziata, ha dispensato la sua esperienza su come far durare un matrimonio, e l’avvocato Gian Ettore Gassani ha introdotto l’ argomento dei femminicidi . Quando gli uomini ammazzano la moglie che si vuole separare. Francesca Reggiani che ha spiegato di essersi separata in armonia, pareva molto ansiosa di capire se l’ex che ammazza la moglie sia solo un folle (non si sa mai).

La mattanza di oltre seicento donne uccise in sei anni e di quasi ottanta dall’inizio del 2012, è stata liquidata in pochi minuti: probabilmente si tratta di un argomento meno pregnante della fine precoce dei matrimoni quando sono sempre i bambini a soffrire .

Tra un sorriso e una scusa per aver sottratto la parola all’altro ospite, la strage italiana di donne che ha preoccupato anche l’Onu, è stata cassata in due o tre battute con la stessa profondità e attenzione con cui si potrebbe esaurire l’argomento come ripararsi dalle zanzare in estate, o che solare scegliere per proteggere la pelle. Il femminicidio e la sua normalizzazione nel salotto della Rai: se sei donna e vuoi lasciare tuo marito, essere uccisa è una possibilità, che altro ci sarà mai da dire?

Perfino la legge fino al 1981, garantiva uno sconto di pena agli uomini di onore che uccidevano mogli o sorelle e se oggi l’onore non va più di moda ci si può appellare alla psicologia: il maschio è in crisi. Per colpa di chi? Ma delle donne naturalmente! E se un maschio soffre a causa di una donna perché non dovrebbe ammazzarla? Ammazza che ti passa! Lo ha scritto persino un giornalista dell’Ansa qualche mese fa commentando che un uomo a Milano: era riuscito ad uscire dal tunnel della depressione solo ammazzando la moglie. Meglio del Prozac!

Ce lo ha spiegato anche Simona Marchini che ha suggellato la chiusura del problema femminicidi con una analisi secca:

Perché il maschio è in crisi? Perché le donne sono diventate aggressive e sono in vendita, e perché a suo nipote che va in discoteca, le coetanee sedicenni, tastano il sedere, e lui si turba. Ebbene si! Il maschio va in crisi per tanta spudoratezza. Ma con tutta la comprensione per le questioni adolescenziali del nipote della Marchini, non si capisce perché mai, il maschio non vada in crisi quando non si trattiene dal toccare il culo (o peggio) delle donne senza aver ricevuto alcun consenso.

Morale: se se sei puttana e/o cattiva il minimo che ti può capitare è di incappare nell’ira dell’uomo-dio che estirpa il male e lava nel sangue l’onta dell’orgoglio ferito. Una morale che abita tanti cervelli maschili e femminili rinvigorendosi tra banalità e pregiudizi anche se vivi nel 2012 e non nell’Italia degli anni ’60 e del divorzio all’italiana.

La cultura patriarcale si è sempre sostenuta sul mito di qualche colpa originale della donna: Lilith, Eva o Pandora, altrimenti gli uomini che scuse avrebbero potuto vantare per esercitare nei secoli con ferocia le loro meschinità, benedette dalla religione, sancite dal diritto o dalla tradizione? Stupro o morte alle donne che osavano non dire di “si”! O ancor peggio non stare zitte!

Quanto alla crisi per le donne sessualmente in vendita, non è mai stato un problema, anzi, purché una donna sorrida e annuisca sempre, molti uomini sono ben lieti di contrattare il prezzo. Ma che non osi dire di “no”! E’ sempre quello il problema. Dai tempi delle povere Eva, Pandora o Lilith.

Stamattina mentre scrivevo questo post, a Milano Marittima, a pochi chilometri di distanza dal mio studio, una donna veniva uccisa da un uomo, forse un amante respinto. Era dal parrucchiere, lui l’ha invitata ad uscire e poi le ha sparato sulla strada.

Quale donna sarà uccisa dall’ex, nei prossimi giorni: sarà una donna aggressiva o una puttana?

Mentre restiamo in attesa che il prossimo salottiero pulpito televisivo lanci pubblicamente senza pudore, un’altra superba opinione sulla morte, il dolore e il lutto degli altri e delle altre, legati da affetto alle vittime, procede il conteggio delle donne assassinate in nome della “crisi del maschio”. Perché uccidere in nome di Dio o dell’onore come avviene nella Sharìa è tutta un’altra storia: quella è barbarie.

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