Stereotipi di genere? Basta poco per abbatterli

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Abbattere gli stereotipi di genere con leggerezza, come se fosse un gioco è possibile. Gli allievi e le allieve della II A dell’Istituto Battaglia di Fusignano (scuola media), nei giorni scorso sono andati in scena con lo spettacolo teatrale Femmine e Maschi, realizzato grazie alla loro insegnante di materie letterarie, Patrizia Randi e a Roberta Xella un’insegnante di musica con esperienze teatrali. Un’ora di spettacolo che porta in scena la storia di una lite tra i ragazzi e ragazze e la scelta di superare il conflitto partendo per un viaggio in una fantastica isola tropicale dove scambiare abiti e ruoli. Lo sguardo critico nel viaggio immaginario, è quello di un ragazzo con una madre manager che viaggia su aerei pilotati da donne, ed un papà casalingo che accudisce i figli e prepara pranzo e cena. Sull’isola immaginaria, durante lo scambio di ruoli, i ragazzi e le ragazze dialogano e riflettono. All’inizio del gioco, vestendo i panni altrui, aderiscono ad un modello maschile e femminile caricaturale: ragazzi che indossano boa di struzzo e lunghe collane, ragazze che imitano i maschi “bulleggiando”. Il rispecchiamento fa levare proteste da entrambe le parti: “ma noi non siamo così!”. Dopo le proteste e la consapevolezza della grande distanza che può esserci tra realtà e rappresentazione, i pregiudizi e gli stereotipi sono discussi e contestati.

Durante la riflessione collettiva, qualche stereotipo fa capolino di nuovo (come quando i ragazzi riconoscono alle ragazze il pregio di fare bambini) ma questo esercizio educativo può essere nel tempo ripreso e sperimentato nuovamente

Questo lavoro semplice ed efficace, è ispirato ad una lite realmente avvenuta a scuola, lo scorso autunno, tra banchi della II A. Un lite e i ragazzi sbeffeggiano le compagne ancheggiando su inesistenti tacchi, e le ragazze che ricambiano imitando “machi” che ruttano e dicono parolacce. L’insegnante intuisce che c’è la possibilità di stimolare una riflessione sui ruoli maschili e femminili e sui conflitti. Così è cominciato un lavoro di gruppo che ha rivelato come i pregiudizi positivi o negativi, sul genere maschile e femminile, siano fortemente attecchiti tra ragazzi e ragazze. Per mesi l’insegnante ha proposto un laboratorio sulla percezione corporea, la postura, la modulazione della voce, e pian piano è nata l’dea di un testo teatrale che affrontasse in modo semplice e adeguato all’età degli studenti, la questione delle differenze di genere. I ragazzi e le ragazze hanno fatto tutto da soli, hanno scritto il testo e il copione, sempre seguiti dalle “prof” che sono intervenute per invitare a riflettere sulla scelta delle parole e sul significato del ruolo. Dopo mesi di lavoro, Femmine e Maschi è andato in scena divertendo tutti: insegnanti, genitori e pubblico, ma soprattutto “gli attori e le attrici”. Un bell’esempio di educazione e di allenamento al senso critico, in un momento in cui sul pensiero della differenza di genere e sull’ impegno contro l’omofobia, soffiano veti episcopali, insorgono inquietanti “sentinelle”, e si arriva ad opporsi all’educazione al rispetto dell’altro in nome della “difesa di valori tradizionali” o “della famiglia”.

 
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