#La Pas non esiste: le avvocate dei centri antiviolenza contro proposta Bongiorno

Bongiorno e Hunziker

Le avvocate della Rete nazionale antiviolenza hanno scritto una lettera aperta  ad Anna Maria TARANTOLA, presidente della RAI,  Luigi Gubitosi, direttore generale della Rai, ad Andrea Vianello, direttore Rai Tre e a Fabio Fazio, conduttore di Che tempo che fa? per protestare contro la puntata del 10 maggio scorso in cui Michelle Hunziker ha propagandato la proposta di legge della Bongiorno per punire i genitori che si macchierebbero di “Pas”. 
L’informazione scorretta – dichiarano le avvocate nella lettera –  contribuisce a discriminare le donne e a violare i diritti dei minori“. Oggetto dell’indignazione è questa dichiarazione della Hunziker: “Quando i genitori si separano, il figlio spesso diventa un’arma di ricatto, non solo il figlio soffre tantissimo, perché non riesce più magari a vedere il papà, o addirittura viene talmente alienato che gli viene una sindrome che si chiama PAS, che è una sindrome a tutti gli effetti che è una sorta di abuso, di violenza”.
La PAS (Parental Alienation Syndrome, in Italia tradotta in “Sindrome di alienazione parentale”) precisano le legali non esiste e le sue teorizzazioni non hanno alcuna validità scientifica.
Già il Comitato CEDAW nel 2011 ha invitato le autorità italiane ad arginare l’utilizzo nei tribunali di riferimenti alla “discutibile teoria della PAS” per limitare la genitorialità materna (Comitato CEDAW, 2011, paragrafo 51).
Il Ministero della Sanità, a seguito dell’interpellanza parlamentare n. 2-01706 del 16 ottobre 2012, seduta n.704, ha chiarito che “Sebbene la Pas sia stata denominata arbitrariamente dai suoi proponenti con il termine disturbo, l’Istituto superiore di sanità non ritiene che tale costrutto abbia né sufficiente sostegno empirico da dati di ricerca, né rilevanza clinica tali da poter essere considerata una patologia e, dunque, essere inclusa tra i disturbi mentali nei manuali diagnostici”.
La PAS, infatti, non trova alcun riconoscimento nel “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali” (DSM) né nella “Classificazione internazionale delle malattie e dei problemi correlati” (ICD-10), i due principali sistemi nosografici attualmente in uso ed è contestata dagli ordini professionali di riferimento.
E ancora la Corte di Cassazione nel 2013 è ritornata sulla questione precisando che la PAS non gode di nessuna validità scientifica e pertanto “nei giudizi in cui sia stata esperita c.t.u. medico-psichiatrica […] il giudice di merito è tenuto a verificare il fondamento, sul piano scientifico, di una consulenza che presenti devianze dalla scienza medica ufficiale e che risulti, sullo stesso piano della validità scientifica, oggetto di plurime critiche e perplessità da parte del mondo accademico internazionale, dovendosi escludere la possibilità, in ambito giudiziario, di adottare soluzioni prive del necessario conforto scientifico e potenzialmente produttive di danni ancor più gravi di quelli che intendono scongiurare.” (Cass. Pen. n. 7041 del 20/03/2013).

La tutela dei diritti dei minori è una questione seria.
Altrettanto seria è la produzione legislativa in materia, che non può prescindere dalle indicazioni che ci vengono dal diritto internazionale ed europeo.

Fattispecie penali come quella oggetto della proposta di legge avanzata da Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker  – scrivono le avvocate dei centri antiviolenza – sono funzionali solo a veicolare nelle aule giudiziarie strategie punitive nei confronti delle donne che tentano di proteggere sé stesse e i figli dalla violenza maschile”.
La PAS nonostante non abbia alcun fondamento giuridico continua ad essere  utilizzata dai padri maltrattanti nelle aule giudiziarie per screditare le donne che in sede di separazione richiedono protezione a favore dei figli che si rifiutano di incontrare il padre perché traumatizzati dai comportamenti violenti paterni.

Nella lettera viene chiesta la tempestiva rettifica durante la trasmissione “Che Tempo che fa” sul tema della PAS, con esplicita precisazione che le fonti pubbliche e più autorevoli concordano nel ritenere la PAS scientificamente infondata e che  sia dato spazio all’approfondimento competente sul tema della violenza assistita.

Vi invito ancora a fare mailboming (link ai riferimenti nel post del 15 maggio) contro la disinformazione del servizio pubblico e a protestare su twitter lanciando l’hashtag #laPasnonesiste

@Nadiesdaa

 

3 pensieri su “#La Pas non esiste: le avvocate dei centri antiviolenza contro proposta Bongiorno

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