Casalinga, separata, povera: lettera di S.

Una donna che chiamerò Sandra,  mi scrive raccontandomi il disagio, le difficoltà economiche, il rischio povertà per una separazione da un uomo violento che sfruttando la disparità economica sta consumando ritorsioni  contro i figli. A peggiorare la situazione, ci si è messa anche una Banca che sta pignorando la casa dove Sandra vive con i figli.

Vi scrivo questa lettera nel tentativo di far ricadere la Vostra attenzione sul mio caso che purtroppo suppongo non essere così poco ricorrente, ma ciò non di meno urla vendetta a Dio!

Sono una casalinga di cinquanta anni tra pochi giorni, con tre figli da mantenere di cui due minorenni (C. di 21, studente universitario, J. di 15 anni,  B. di anni 11)

Non ho lavoro, per cui nessun reddito in quanto mio marito quando nacque la seconda figlia J., mi spinse a lasciare il mio impiego per prendermi cura dei figli e permettere a lui di fare carriera.

Nel 2011 io e mio marito abbiamo acquistato una nuova casa contraendo un mutuo consistente con Voi, dove un suo caro amico era ed è impiegato .

La Banca ha cointestato il mutuo ad entrambi pur  non  avendo io lavoro o reddito

Dopo anni di tradimenti, bugie e vessazioni alla fine del 2013 mi sono trovata a dover chiedere la tanto agognata separazione da mio marito in quanto uomo violento (è stata allontanato da un giudice, per un anno da casa!) e vendicativo; oltre che subdolo e moralmente discutibile. Tale richiesta  provocò in lui reazioni a catena molto pericolose nei confronti miei e dei figli.

In conseguenza a questa mia decisione obbligata a protezione mia e dei nostri bimbi, lui ha deciso di sospendere ogni tipo di sussistenza economica a nostro favore, con la sospensione di qualsiasi pagamento di prestiti  bancari e mutuo, pur avendo un reddito di migliaia di euro mensili e ricoprendo una carica prestigiosa in una grande banca canadese nella sede di Londra

Questo comportamento protratto ormai da quasi un anno e mezzo ha portato alla rovina economica e psicologica della vita mia e dei bimbi. Oramai abbiamo solo debiti insoluti, società di credito alle calcagna, pignoramenti e prossima vendita all asta della casa dove viviamo. Vendita all’asta dell’unica cosa che ho ottenuto finora da un giudice, e che ora la Vostra Banca metterà all’asta!

Siamo ridotti a vivere dell’aiuto altrui anche per quanto riguarda il cibo e le spese di prima necessità.  Perchè questo marito banchiere e milionario, dopo averci maltrattato ci sta ricattando non mantenendoci ma spendendo soldi in larga misura per comprarsi curiose perizie, avvocati a iosa e investigazioni farlocche per supposti miei tradimenti post-separazione…! Mentre io, senza risorse e conoscenze, passo per una trafila di avvocati “demotivati” dal gratuito patrocinio,  e quindi non  difesa e assistita come da dovere deontologico.

E infine ecco la Banca,  dopo aver co-erogato un mutuo a una casalinga senza stipendio e beni, anzichè andare dietro ad uno stipendio da 150.000,00 €/anno (senza contare i bonus!) mette all’asta la casa, mettendoci su una strada. La Banca potrebbe benissimo rivalersi sul suo stipendio da 150.000,00 euro annuì. Ma come apertamente dettomi dal direttore della filiale ” perché intraprendere spese per andare a prendere lui a Londra, quando io ho la casa qui a portata di mano su cui rivalermi…?

 Egregio Direttore e Illustre Banca, questa è la  casa di una donna di 50 anni sola, senza lavoro con tre figli da mantenere, che devono crescere studiare e mangiare e che non hanno più mezzi per andare avanti! Non cerco pubblicità e non voglio infangare nessuno; per questo chiedo alla stampa alla quale invio questa lettera di firmare la mia lettera, qualora lo ritenessero opportuno, al fine della pubblicazione. 

Resto ovviamente disponibile a fornire prove documentali di tutto quanto qui narrato.

Cordialmente vi saluto

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